Le Anime pellegrine danzano a Finisterre

“Da quanto sei qui?”, le chiese qualcuno davanti a un falò, una hoguera in spiaggia.
 
“Beh, più o meno da un giorno.”
 
“Da un giorno soltanto?”
 
“Sì, certo”
 
“Allora vattene via, per Dio, vai via subito”
 
“Perché?”
 
“Non rimanere un minuto di più, è fatale. Se rimani per troppo tempo, non riuscirai più a tornare a casa”
 
“Ma a casa ho un lavoro, un amore, affetti e amici”
 
“Lo so, bimba, lo so. Ma potresti rimanere lo stesso qui per sempre. Quindi volta le spalle al falò, cammina su quella passerella fino alla strada asfaltata e non voltarti indietro”
 
Lei rimase un attimo interdetta. Ma non fece ciò che le era stato detto. Rimase. Lo fece per il suono dei gabbiani, la sveglia del mattino. Per i tramonti al Cabo. Per i bicchieri di vino. Per la queimada. 
 
“Rimango, nulla può accadere qui”
 
“Allora, sarai qui per sempre. Sai, dice la leggenda dei pellegrini che se rimani troppo tempo a Finisterre poi non puoi fare a meno che rimanerci incastrata. È come se sotto la sabbia ci fosse un magnete per le anime splendide e i cuori d’oro”
 
“Le anime splendide?”
 
“Certo, quelle che vedi negli occhi che risplendono dei pellegrini. E insomma, beh, quando arrivi qui dopo tutta la strada che hai percorso il tuo cuore è pulito. Non potrebbe essere altrimenti. E quindi non ha più difese contro la bellezza”
 
“Io faccio sempre l’armatura intorno al cuore, ma qui… in effetti… non ce n’è più bisogno…”
 
“Qui siamo tutti vulnerabili alla bellezza e alla meraviglia. E viviamo in armonia”
 
Il fuoco si alzava, la notte avanzava. Corde di chitarre stordivano la sera. Un manto di stelle e un vento gelido, come solo l’Oceano sa portare. 
 
“Tornerai a casa. Passeranno giorni, mesi, magari molti anni. Sai già che tornerai qui tante volte e che tutte tornerai a casa. Fino a quando? Cosa mi dirai tra cinque anni per esempio?”
 
“Che dovrò tornare a prendere la mia anima. È rimasta qui a giocare con il Vento. A danzare intorno a un falò. A festeggiare Dio al Cabo quando tramonta il sole. È rimasta con le onde alte della Praia de Fora. Con la sabbia bianca. La vedo correre per la lunga Langosteira con i piedi nell’acqua. E ancora, la vedo passeggiare tra i vicoli sorridendo quando spunta una finestra sul grande blu. Lei beve una birra nella baia sotto il castello, cammina verso il faro, canta le canzoni su quella terrazza sotto il paese. Lei lì ama se stessa più di chiunque al mondo, nessuno può più ferirla. Ma dovrò tornare a prenderla…”
 
“Ah… tornerai, ne sono sicuro. E cosa accadrà allora?”
 
“Ciò che temo, non vorrà più tornare a casa. Perché questa è la sua casa. Le onde dell’Oceano e la Luce che emana questo luogo”
 
“Qualcuno guarderà i tuoi occhi e lo saprà. Non ti preoccupare bimba, molti rimangono incastrati qui”
 
“In fondo sono sempre stata un marinaio, anche se sono nata sulla terraferma”
 
“Certo, altrimenti mai avresti camminato fin qui. E quando l’anima farà i capricci per rimanere, tornerai di nuovo a casa senz’anima?”
 
“Magari allora sarò una donna, ora sono solo una ragazzina. Magari allora non avrò più un amore, oppure ce l’avrò. Ma forse finalmente avrò imparato ad amare me stessa più di chiunque altro. Forse sarà l’incontrario. Forse allora, solo allora, potrò rimanere qui”
 
“Hai visto? È successo!”
 
“Ti avevo detto di fuggire, ma sei rimasta troppo a lungo…”
 
“Ho un cuore d’oro in fondo, qui tutto risplende. E poi… tutto questo amore che l’oceano prende e dà senza ritegno”
 
“E ti rifaccio la domanda, cosa farai allora… quando sarai una donna che saprà amarsi?”
 
“Non lo so. Ma forse certi ululati dell’anima a un certo punto bisogna proprio ascoltarle. Le ali di drago che saranno rattrappite sulla mia schiena, dovrò aprirle. Non so cosa farò allora, ma sarà la cosa giusta perché sarà fatta solo per me per una volta al mondo.”
 
Ci sono luoghi che smettono di essere luoghi e diventano sentimenti. Ci sono luoghi che sono poesia fatta materia. E la mia anima appartiene alla poesia, all’Oceano, ai Cammini. E a chi saprà amare tutto questo che contengo. Fino ad allora… quando ti trovi in un luogo che è casa, come puoi far finta di niente per così tanto tempo?”
 
Ispirazione del 13 Settembre 2018, di ritorno da un Cammino a Finisterre. 
 
Vi lascio anche una musica di sottofondo al testo: 
 
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