DOVE INIZIA IL CAMMINO DI SANTIAGO

Il luogo da dove parte il Cammino Francese

Saint Jean Pied de Port.

L’inizio, il chilometro zero.

Il luogo in cui la maggior parte dei camminatori compiono il loro primo passo verso la meta, Santiago de Compostela e poi Finisterre. Sanit Jean Pied de Port, il posto in cui vengono partoriti dalla strada nuovi pellegrini e nuove pellegrine.

Molte persone iniziano qui il loro primo Cammino.

E’ un paesino che si trova nei Paesi Baschi francesi, nella regione della Nuova Aquitania, alle pendici dei Pirenei Atlantici. La gente del posto in realtà lo chiama Donibane-Garazi, l’originale nominazione basca del luogo.

E’ piccolo, conta poco meno di duemila abitanti. Eppure, nel periodo estivo soprattutto, le sue vie sono una distesa di gente. Una Babele contemporanea che racchiude in sé centinaia di lingue, sfumature nei colori della pelle, modi diversi di muoversi. Persone vengono da ogni parte del globo in quel minuscolo posticino collocato ai piedi delle imponenti montagne che sono i Pirenei.

L’ARRIVO A SAINT JEAN PIED DE PORT

La maggior parte delle persone arriva con un trenino che parte dalla stazione di Bayonne, una cittadina sull’Oceano Atlantico, non molto distante dalla famosa Lourdes. La stazione è piccola, si entra da una grande piazza fatiscente. Lì, si può sentire l’odore dell’oceano e il gracchiare dei gabbiani.

Il trenino è minuscolo, è composto solo da tre o quattro vagoni. Nella stazione già cominciano a spuntare molte persone che indossano il loro zaino, i loro abiti da trekking, un’emozione tesa e felice sui volti.

Salgono su quei vagoni e vengono trasportati attraverso un bosco, qualcuno si mette a chiacchierare con gli sconosciuti seduti accanto. Altri, guardano fuori dal finestrino rapiti da quel tripudio di verde. Normalmente, il luogo regala nuvole e nebbia. Credo che in quei momenti gli occhi delle persone siano un po’ più grandi, perché una curiosità bambina si affaccia alle porte del cuore. Stanno per percorrere molti chilometri a piedi, la maggior parte di loro non l’ha mai fatto.

La stazione di Saint Jean Pied de Port è piccola, come lo è tutto il paesino. E’ strano vedere come in un posto così minuto si riversi quella quantità enorme e strabiliante di umanità varia.

I vestiti tecnici per il trekking sono solitamente molto colorati, quindi l’immagine che si ha è quella di un corteo di colori che si dipanano per strade e vicoli.

Lì, fuori dalla stazione, si trova la prima indicazione per Santiago de Compostela: una conchiglia di capasanta gialla, stilizzata, su fondo blu. E sotto di essa una freccia gialla che indica la via, se ne troveranno moltissime altre dopo di quella. Da lì basta seguire quell’indicazione per arrivare a Santiago de Compostela, è quasi impossibile perdersi. E anche se accade, c’è sempre una persona del luogo che si ferma e fa tornare i viandanti sul giusto cammino.

Da quel momento basterà seguire quel simbolo fino alla cattedrale di Santiago de Compostela o all’Oceano Atlantico se si desidera proseguire il cammino. La via è tracciata, la direzione punta a ovest, bisogna solo cominciare a seguire la conchiglia e aprire il cuore ai meravigliosi doni che il cammino tiene in serbo per i suoi pellegrini.

 

L’UFFICIO DEL PELLEGRINO

Seguendo le conchiglie dipinte si entra nel paesino: un fiume, un ponte, un castello. Nella sua piccola dimensione offre una grande quantità di albergues per pellegrini, hotel, b&b, hostal. Ci sono alloggi di ogni genere e costo. I futuri pellegrini dalla stazione cercano un luogo per dormire o si recano in quello che già hanno prenotato per una maggiore sicurezza.

A Saint Jean Pied de Port c’è un ufficio del pellegrino. E’ un luogo dove si possono trovare tutte le informazioni indispensabili a iniziare il cammino, soprattutto per coloro che si fanno pellegrini per la prima volta e ancora non sanno che da quel momento lo saranno per sempre.

Lì si può ricevere la credenziale: un documento grazie al quale ci si può fare riconoscere come pellegrini. In ogni tappa che si farà bisognerà mettere un timbro, alla fine della strada quella collezione di timbri attesterà l’avvenuto pellegrinaggio e verrà consegnata la Compostelana: un certificato di avvenuto pellegrinaggio.

L’ufficio del pellegrino è un luogo piuttosto confusionario: ci sono volontari, seduti alle loro scrivanie con un piccolo cartello davanti che avvisa i viandanti delle lingue parlate. Vengono date informazioni, consegnati elenchi di albergues e il tracciato della tappa del giorno successivo.

Le persone lì si recano con quegli occhi grandi paura e di gioia, affamati di avventura.

Entrano, escono, si affannano.

Cercano di trovare più informazioni possibili ma il cammino insegnerà loro molto bene che la strada si crea camminando, passo dopo passo. Impareranno che la vita è imprevedibile e che tutte quelle mappe forse a un certo punto non serviranno più a nulla. Basterà seguire quella freccia e farsi spaccare l’anima in due da tutta la bellezza che sta per riempire le loro vite.

LA PARTENZA VERSO LA GRANDE BELLEZZA

Il dolore che portano dentro sta per essere sublimato da un’alba in mezzo ai campi, da un monte difficile da salire, da una cena in cui si mescolano culture e lingue, da un passo dopo l’altro che risuona sulla ghiaia come una dolce musica. Quelle mappe non dicono loro che avranno la possibilità di lasciare andare il più grande dolore e riempire quel vuoto solo di niente, di luce, di amore, di povertà, di meraviglia. Sulle guide non c’è scritto quanto suderà la pelle, quanto male faranno i tendini, quanto si affaticherà il corpo, quanta pioggia cadrà su ogni cosa. Non raccontano delle aquile che si librano in cielo sopra le teste, delle distese infinite di nulla dove i pensieri fanno capriole come saltimanchi impazziti. Non ci sono i tramonti, le chitarre, le mani che abbracciano, le notti insonni. E soprattutto non c’è scritto che da quel giorno la natura sarà si farà madre, la strada sarà padre… e i pellegrini impareranno a essere di nuovo figli. Poiché riceveranno, come figli. Piangeranno e verranno consolati, come figli. Cadranno in terra e si rialzeranno, come figli. E se porranno attenzione, faranno silenzio, apriranno il cuore… troveranno Dio dentro i loro passi.

Ma a Saint Jean Pied de Port, ancora non lo sanno. Non conoscono il suono dei passi nel tramonto, o nell’alba. Negli albergue per pellegrini si offre la prima cena comunitaria: forse qualcuno si guarda ancora con sospetto. Molti sono preoccupati perché l’indomani bisognerà attraversare i Pirenei: la tappa più dura del Cammino Francese è proprio la prima.

La notte laggiù di solito è inquieta. Può capitare che qualcuno nei dormitori russa talmente forte che non si riesce proprio a dormire… ma di notte in notte ognuno troverà il suo trucco segreto per addormentarsi comunque. Qualcuno non riesce a dormire semplicemente perché è esattamente il momento prima di una grande avventura. Probabilmente qualcosa dentro l’anima si agita perché essa sa che da quel momento nulla sarà mai più come prima.

La mattina presto le persone cominciano a partire. C’è quel concerto delle stanze degli albegues: sveglie, zip, cerniere, stoffa stroppicciata, sacchetti che scricchiolano, sussurri, porte dei bagni, passi, zaini, cinghie, strofinamenti sulla pelle di unguenti. Suoni che al momento magari possono infastidire, ma che molti mesi dopo faranno parte di una grande nostalgia.

Ed eccoli, i pellegrini, nascono. Dopo la colazione escono dalle porte degli albergues e lo fanno, arriva un momento che è sacro come pochi nella vita di un uomo o di una donna: il primo passo di un grande cammino. Qualcuno ha scritto che tutto quello che desideriamo è dall’altra parte della paura. E quel passo porta chiunque dall’altra parte della paura. Verso l’infinito. Oltre, l’infinito.

Una danza sulle strade del mondo, sotto le stelle, sotto il sole, sulla madre terra, calpestandola. Ogni passo sarà una preghiera, ogni istante passato seguendo quelle conchiglie gialle sarà un dono di Dio.

I Pirenei, aspettano. La Spagna, aspetta. Il giorno dopo si arriva alla collegiata di Roncisvalle.

E Saint Jean Pied du Port, un piccolo paesino alle pendici dei Pirenei, è come l’utero di una madre che tutti accoglie, tutti accudisce per poi mandarli nel mondo per fare esperienza di una bellezza quasi insopportabile.

E attraversato l’arco che porta fuori da Saint Jean Pied du Port, quei neonati pellegrini andranno incontro a tutto ciò.

Buon Cammino!