Compaio, sulla strada.

Fuori dalla fermata della metropolitana, all’angolo di una via, in mezzo a una piazza.

Con me due sedie, un tavolino, una macchina da scrivere. Qualche vecchio libro.

Cosa faccio? Scrivo poesie per i passanti. Le improvviso, all’improvviso.

Una persona si siede davanti a me e io scrivo una poesia, ascoltando quello che mi comunica.

Sono ritratti poetici, descrivo chi ho davanti con le parole che vengono spontanee.

Per portare quella magia che ho scoperto esistere nei miei viaggi, in ogni luogo di una grande Città. Dove la bellezza e la magia esistono, ma si nascondono. Bellezza e magia sono in ogni essere vivente, e le rappresento attraverso le mie poesie.